"santo" definizione e significato di italiano - Dizionario italiano


Cosa significa santo in Italiano? Definizione, concetto e spiegazione del significato della parola santo in Italiano.

santo:

santo (santo) in italiano significa:

Support by: Wikilanguages.net
Condividi questo post:

"santo" definizione e significato di italiano - Dizionario italiano


santo - nella lingua Italiano.

santo:

(pr. sànto) [lat. sanctus, propriam. part. pass. di sancire «sancire, rendere sacro»]. -

agg.

1. a. Si dice di qualcosa o di qualcuno che merita venerazione, rispetto e profonda devozione religiosa; sacro: i s. diritti dei popoli; la s. memoria dei defunti. b. Nella religione cristiana, attributo di Dio: Dio s.; Cristo s.; lo Spirito S., la terza persona della Trinità.

Espressioni: Cristo santo!, Dio santo!, Madonna santa!, santo cielo!, santo Dio!, santo Iddio!, in invocazioni devote, ma anche in esclamazioni che esprimono rabbia o impazienza. c. Si dice di tutto ciò che si riferisce o che appartiene al dio della religione cattolica: il s. nome di Dio; la s. Croce. d. Si dice di qualcosa che è oggetto di culto e di venerazione per la religione cattolica: la s. madre Chiesa; la s. messa; l’Ostia s.; acqua s., benedetta; il s. Natale; anno s., giubileo, anno durante il quale il Papa concede l’indulgenza plenaria ai fedeli che compiono determinate pratiche religiose; settimana s., quella che precede la Pasqua; luogo s., chiesa, santuario.

2. a. Si dice di qualcosa o di qualcuno che è giusto, buono, retto, puro; che è esemplare, che corrisponde alle leggi morali e religiose; anche, di cui non si può dubitare: condurre una vita s.; ascolta i consigli di quel sant’uomo di tuo padre!

Espressioni: guerra santa, guerra che si combatte per difendere la religione o comunque per motivi religiosi; parole sante!, verissime, giuste; santa inquisizione, il tribunale dell’inquisizione, organo della Chiesa che era nato per scoprire, individuare e reprimere le eresie, le dottrine e le opinioni contrarie ai principi della Chiesa stessa. b. Si dice di qualcosa che è valido, efficace, utile; anche, che è rispettato universalmente, da tutti: mi ha dato un consiglio s.; faresti proprio un’opera s. ad aiutarci.

Espressioni: di santa ragione, con piena ragione; anche, molto, in abbondanza: picchiare qualcuno di s. ragione; darne, prenderne di s. ragione; in santa pace, con tranquillità: leggere in s. pace; fare un sonnellino in s. pace; mano santa, intervento provvidenziale, decisivo e positivo: il suo intervento è stato una mano s. per tutti noi; santa pazienza!, esclamazione di una persona che sta per perdere la calma; tutto il santo giorno, per tutta la durata del giorno: se ne sta tutto il s. giorno a guardare la televisione.

3. a. Si dice di qualcuno che è stato canonizzato, dichiarato santo dalla Chiesa: i s. martiri; i s. apostoli; S. Padre, il papa: la benedizione del S. Padre; s. Stefano; san Stanislao; s. Marta. b. Con un nome proprio, può indicare il giorno in cui si festeggia un santo che è stato canonizzato dalla Chiesa; anche, le ricorrenze, soprattutto gli onomastici o i patroni delle città, dei paesi, ecc., che si festeggiano quel giorno; anche, la raffigurazione del santo stesso: oggi è s. Lucia; il veglione di San Silvestro; la statua di s. Barbara. c. Con iniziale maiuscola, indica l’edificio religioso o il luogo che è intitolato a un santo: troviamoci di fronte a San Giovanni; San Marco a Venezia; piazza San Pietro. d. Con iniziale maiuscola, nome di città, cittadine, villaggi, ecc.: San Paolo, città e Stato del Brasile; San Pellegrino Terme; S. Margherita Ligure.

n. m. (f. -a)

1. Persona che è stata canonizzata dalla Chiesa: il s. del giorno; il culto dei s.; le vite dei s.; litanie dei s.; i S. o tutti i S., la ricorrenza di Ognissanti (1° novembre); il Santo, sant’Antonio da Padova; il s. dei miracoli, sant’Antonio; il s. dei poverelli o degli umili, san Francesco; la s. degli impossibili, santa Rita, a cui si attribuiscono interventi miracolosi nei casi più disperati.

Espressioni: avere qualche santo in paradiso, godere dell’appoggio e della protezione di una o più persone potenti; non c’è santo che tenga, si dice per sottolineare che un fatto è inevitabile, che è inutile opporsi, ecc.; non sapere a che santo votarsi, non sapere che cosa fare; qualche santo ci aiuterà, si dice per esprimere fiducia o ottimismo verso il futuro o nella riuscita di qualcosa.

2. Raffigurazione, dipinto, scultura che rappresenta un santo o una santa; anche, immagine sacra: ha messo un s. fra le pagine come segnalibro.

3. Persona retta, giusta, che conduce una vita esemplare sul piano morale e religioso; anche persona molto buona: ha fatto una vita da s.; ha una pazienza da s.; non è uno stinco di s., si dice di una persona priva di scrupoli, dal comportamento spregiudicato.

A proposito di lingua Italiano - Lingua italiana

A proposito di lingua Italiano - Lingua italiana

L'italiano ([itaˈljaːno][Nota 1] ascolta[?·info]) è una lingua romanza parlata principalmente in Italia.

È classificato al 23º posto tra le lingue per numero di parlanti nel mondo e, in Italia, è utilizzato da circa 58 milioni di residenti. Nel 2015 l'italiano era la lingua materna del 90,4% dei residenti in Italia, che spesso lo acquisiscono e lo usano insieme alle varianti regionali dell'italiano, alle lingue regionali e ai dialetti. In Italia viene ampiamente usato per tutti i tipi di comunicazione della vita quotidiana ed è largamente prevalente nei mezzi di comunicazione nazionali, nell'amministrazione pubblica dello Stato italiano e nell'editoria.

Oltre ad essere la lingua ufficiale dell'Italia, è anche una delle lingue ufficiali dell'Unione europea,[Nota 2] di San Marino, della Svizzera, della Città del Vaticano e del Sovrano militare ordine di Malta. È inoltre riconosciuto e tutelato come "lingua della minoranza nazionale italiana" dalla Costituzione slovena e croata nei territori in cui vivono popolazioni di dialetto istriano.

È diffuso nelle comunità di emigrazione italiana, è ampiamente noto anche per ragioni pratiche in diverse aree geografiche ed è una delle lingue straniere più studiate nel mondo.

Dal punto di vista storico, l'italiano è una lingua codificata tra Quattrocento e Cinquecento sulla base del fiorentino letterario usato nel Trecento.

Dal latino volgare ai volgari italiani

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Latino volgare. Già in epoca classica esisteva un uso "volgare" del latino, pervenutoci attraverso testi non letterari, graffiti, iscrizioni non ufficiali o testi letterari attenti a riprodurre la lingua parlata, come accade spesso nella commedia. Accanto a questo, esisteva un latino "letterario", adottato dagli scrittori classici e legato alla lingua scritta, ma anche alla lingua parlata dai ceti socialmente più rilevanti e più colti.

Con la caduta dell'Impero romano e la formazione dei regni romano-barbarici, si verificò una sclerotizzazione del latino scritto (che diventò lingua amministrativa e scolastica), mentre il latino parlato si fuse sempre più intimamente con i dialetti dei popoli latinizzati, dando vita alle lingue neolatine, tra cui l'italiano.

Gli storici della lingua italiana etichettano le parlate che si svilupparono in questo modo in Italia durante il Medioevo come "volgari italiani", al plurale, e non ancora come "lingua italiana". Le testimonianze disponibili mostrano infatti marcate differenze tra le parlate delle diverse zone, mentre mancava un comune modello volgare di riferimento.[senza fonte]

Il primo documento tradizionalmente riconosciuto di uso di un volgare italiano è un placito notarile, conservato nell'abbazia di Montecassino, proveniente dal Principato di Capua e risalente al 960: è il Placito cassinese (detto anche Placito di Capua o "Placito capuano"), che in sostanza è una testimonianza giurata di un abitante circa una lite sui confini di proprietà tra il monastero benedettino di Capua afferente ai Benedettini dell'abbazia di Montecassino e un piccolo feudo vicino, il quale aveva ingiustamente occupato una parte del territorio dell'abbazia: «Sao ko kelle terre per kelle fini que ki contene trenta anni le possette parte Sancti Benedicti.» ("So [dichiaro] che quelle terre nei confini qui contenuti (qui riportati) per trent'anni sono state possedute dall'ordine benedettino"). È soltanto una frase, che tuttavia per svariati motivi può essere considerata ormai "volgare" e non più schiettamente latina: i casi (salvo il genitivo Sancti Benedicti, che riprende la dizione del latino ecclesiastico) sono scomparsi, sono presenti la congiunzione ko ("che") e il dimostrativo kelle ("quelle"), morfologicamente il verbo sao (dal latino sapio) è prossimo alla forma italiana, ecc. Questo documento è seguito a brevissima distanza da altri placiti provenienti dalla stessa area geografico-linguistica, come il Placito di Sessa Aurunca e il Placito di Teano.[senza fonte]

Sistema di scrittura

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Alfabeto italiano e Ortografia italiana. La lingua italiana usa l'alfabeto italiano costituito da 21 lettere; al quale si aggiungono 5 lettere, tradizionalmente definite straniere, 'j' 'k', 'w', 'x', 'y', con cui forma l'alfabeto latino. X e J erano lettere utilizzate nell'italiano antico soprattutto nei toponimi (Jesi, Jesolo) e in alcuni cognomi come Lo Jacono e Bixio, o come varianti grafiche di scrittura (ad es. in Pirandello gioja invece di gioia). Esistono accenti grafici sulle vocali: in particolare quello acuto (´) solo sulla e e raramente sulla o (una grafia ricercata li esigerebbe anche su i e u dal momento che sono sempre "vocali chiuse") e quello grave (`) su tutte le altre. Il circonflesso (^) serve per indicare la contrazione di due vocali, in particolare due /i/. Si è soliti indicarlo soprattutto nei (pochi) casi in cui vi possa essere ambiguità di tipo omografico. Per esempio la parola "geni" può riferirsi sia a delle menti brillanti (al singolare: "genio") sia ai nostri caratteri ereditari (al singolare: "gene"). Scritta "genî" non può che riferirsi al primo significato.

L'accento grafico è obbligatorio sulle parole tronche (o ossitone o meglio ancora "ultimali"), che hanno cioè l'accento sull'ultima sillaba e finiscono per vocale. Altrove l'accento grafico è facoltativo, ma utile per distinguere parole altrimenti omografe (àncora - ancóra).

Paesi in cui l'italiano è lingua ufficiale

L'italiano è lingua ufficiale in Italia (benché alcuni territori siano ufficialmente bilingui), nella Città del Vaticano (sebbene la lingua nominalmente ufficiale della Santa Sede sia invece il latino), a San Marino, nel sud della Svizzera (Canton Ticino e frange meridionali dei Grigioni), nella fascia litoranea della Slovenia (accanto allo sloveno) e nella regione istriana della Croazia (accanto al croato). È inoltre la lingua ufficiale dell'Ordine di Malta nonché una delle 4 lingue ufficiali della Confederazione elvetica e una delle 24 lingue ufficiali dell'Unione europea.

In passato, l'italiano è stato lingua ufficiale (o coufficiale), per periodi diversi, anche in altre aree geografiche: in Corsica fino al 1859, nelle Isole Ionie fino al 1864, a Nizza fino al 1870, nel Principato di Monaco fino al 1919, a Malta fino al 1934. Durante la seconda guerra mondiale fu per breve tempo lingua ufficiale di territori annessi come le province di Lubiana, Spalato e Cattaro; nel corso dello stesso conflitto, o immediatamente dopo, perse inoltre lo stato di ufficialità nei territori sloveni del Goriziano e del Carso, nell'isola di Cherso e nelle allora province di Fiume e Zara (Croazia), in Albania, nel Dodecaneso, nonché in Libia, Etiopia ed Eritrea. Rimase invece lingua ufficiale in Somalia fino al 1963.

Paesi in cui l'italiano è lingua ufficiale

Italia

La Costituzione della Repubblica Italiana non indica l'italiano come lingua ufficiale. Tuttavia, in Italia l'italiano è considerato lingua ufficiale in quanto lo Statuto di Autonomia della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige (DPR n. 670 del 31 agosto 1972), che ha valore di legge costituzionale, dichiara all'art. 99 che «[...] quella italiana [...] è la lingua ufficiale dello Stato». Inoltre la legge ordinaria n. 482 del 15 dicembre 1999 "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche" stabilisce all'art. 1 che "la lingua ufficiale della Repubblica è l'italiano".

Una proposta di legge costituzionale approvata dalla Camera il 28 marzo 2007 prevedeva la modifica dell'art. 12 della Costituzione in «L'italiano è la lingua ufficiale della Repubblica nel rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali»: la proposta però non è stata approvata dal Senato e l'art. 12 nella forma in vigore al 31 dicembre 2012 non contiene indicazioni sulla lingua ufficiale.

Secondo uno studio statistico dell'ISTAT pubblicato nel 2017, il 90,4% della popolazione è di lingua madre italiana:

Regione Madrelingua italiani (maggiori di 6 anni d'età) Percentuale
 Puglia 3 746 000 96,9%
 Sardegna 1 527 000 96,6%
 Campania 5 295 000 96,0%
 Basilicata 526 000 96,0%
 Sicilia 4 590 000 95,8%
 Calabria 1 757 000 94,2%
 Molise 270 000 93,5%
 Abruzzo 1 160 000 92,2%
 Liguria 1 365 000 91,1%
 Valle d'Aosta 109 000 90,4%
 Marche 1 311 000 89,7%
 Piemonte 3 719 000 89,4%
 Toscana 3 127 000 89,2%
 Umbria 750 000 88,9%
 Veneto 4 083 000 88,4%
 Lazio 4 944 000 88,2%
 Friuli-Venezia Giulia 1 014 000 87,8%
 Lombardia 8 235 000 87,7%
 Emilia-Romagna 3 625 000 86,6%
 Trentino-Alto Adige 560 000 57,1%
Totale 51 790 000 90,4%