"piano²" definizione e significato di italiano - Dizionario italiano
Cosa significa piano² in Italiano? Definizione, concetto e spiegazione del significato della parola piano² in Italiano.
piano²:piano² (piano) in italiano significa:
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piano² - nella lingua Italiano.
piano²:
(pr. piàno) n. m. [lat. planum «pianura»]. - 1. a. Pianura, terreno pianeggiante: scendere al p., dalla montagna in pianura. b. Superficie orizzontale che delimita superiormente un mobile o una struttura; ripiano: una tavola col p. di legno, di marmo. c. Superficie di un terreno o di una struttura orizzontale piana, uniforme, senza rilievi. • Espressioni: in piano, si dice di cosa messa in orizzontale; piano stradale, la superficie di una strada, su cui viaggiano i veicoli. d. Nome di strutture o oggetti costituiti (o delimitati) da superfici piane. • Espressioni: piano caricatore, piano sopraelevato rispetto ai binari, con rampa d’accesso inclinata, costruito per facilitare il carico e lo scarico delle merci dai carri; piano inclinato, macchina che facilita il sollevamento di pesi, costituita da un piano inclinato rispetto a quello orizzontale. 2. In un edificio, ciascuna delle parti sovrapposte comprese tra il pavimento e il soffitto, in cui sono disposte le stanze: abitare al terzo p. 3. Suddivisione stratigrafica che comprende tutte le rocce che si sono formate durante un’età: p. messiniano, tortoniano, dalle città di Messina, di Tortona. 4. Superficie piana ideale: p. di tiro. • Espressioni: piano alare, le superfici su cui si trovano i vari elementi di un velivolo; piano di galleggiamento, la figura piana racchiusa dalla linea di galleggiamento di un’imbarcazione; piano di simmetria, piano immaginario che divide qualcosa (un cristallo, per esempio) in due metà speculari e simmetriche; piano fondamentale, il piano contenente il circolo massimo, preso come riferimento di un sistema di coordinate celesti. 5. In geometria, superficie determinata da tre punti non allineati. • Espressioni: piano cartesiano, piano in cui è stato fissato un sistema di assi cartesiani. 6. a. Ciascuno dei piani ideali in cui si può immaginare scomposta una composizione prospettica, in modo che il primo sembri più vicino all’osservatore, gli altri gradualmente più lontani, fino al piano di fondo (detto sfondo): primo, secondo p. b. Distanza dell’immagine messa a fuoco dall’obiettivo della macchina da presa. • Espressioni: piano americano, inquadratura che comprende la figura dalla testa all’altezza del ginocchio; piano sequenza, tipo di ripresa in cui la camera realizza, senza stacchi, un unico e continuo movimento; primissimo piano, primo piano, piano medio, inquadrature che comprendono rispettivamente solo il volto (o suoi particolari), il volto e le spalle, mezza figura. 7. Livello; grado di importanza, rango. • Espressioni: di primo piano, importante: una figura di primo p.; di secondo piano, di scarsa importanza: un particolare di secondo p; mettere sullo stesso piano, attribuire a due persone, fatti o situazioni la stessa importanza, considerarli dello stesso valore; spostare la questione sopra un altro piano, analizzarla o valutarla da un diverso punto di vista; portare in primo piano, evidenziare, sottolineare l’importanza. 8. Disegno, rappresentazione grafica di opere naturali o artificiali, di un luogo, di un terreno, che serve a guidare una costruzione: p. di costruzione di una nave. 9. L’insieme delle indicazioni, date in ordine, per svolgere un’azione, un’attività; programma: p. di guerra, di battaglia. • Espressioni: piano di carico, documento sulla corretta distribuzione dei carichi (merci, passeggeri, carburante, ecc.) a bordo di un aereo o di una nave, per non metterne in pericolo la stabilità; piano di studi, il programma in cui lo studente universitario indica le materie e gli esami che vuole frequentare e sostenere; piano di volo, documento che contiene le informazioni che riguardano un velivolo, il suo percorso e le condizioni in cui vola (quota, rotta, velocità, ecc.); piano regolatore, documento in cui l’amministrazione di una città definisce la futura organizzazione di un territorio o di una parte della città. 10. a. Programma di sviluppo economico, proprio delle economie socialiste (dette perciò pianificate o di p.): p. quinquennale, piano organizzato dall’Unione Sovietica che fissava i traguardi da raggiungere in cinque anni. b. P. economico, la pianificazione dell’utilizzo dei mezzi disponibili o di cui il soggetto pensa di poter disporre, per raggiungere un obiettivo nel modo più economico possibile; p. dei conti, l’elenco dei conti aperti di un’azienda; p. di ammortamento, programmazione delle rate di un debito in vari intervalli di tempo. c. Progetto, programma d’azione, anche illecita: ho un p. che non può fallire.
Altre parole del dizionario italiano
A proposito di lingua Italiano - Lingua italiana
L'italiano ([itaˈljaːno][Nota 1] ascolta[?·info]) è una lingua romanza parlata principalmente in Italia.
È classificato al 23º posto tra le lingue per numero di parlanti nel mondo e, in Italia, è utilizzato da circa 58 milioni di residenti. Nel 2015 l'italiano era la lingua materna del 90,4% dei residenti in Italia, che spesso lo acquisiscono e lo usano insieme alle varianti regionali dell'italiano, alle lingue regionali e ai dialetti. In Italia viene ampiamente usato per tutti i tipi di comunicazione della vita quotidiana ed è largamente prevalente nei mezzi di comunicazione nazionali, nell'amministrazione pubblica dello Stato italiano e nell'editoria.
Oltre ad essere la lingua ufficiale dell'Italia, è anche una delle lingue ufficiali dell'Unione europea,[Nota 2] di San Marino, della Svizzera, della Città del Vaticano e del Sovrano militare ordine di Malta. È inoltre riconosciuto e tutelato come "lingua della minoranza nazionale italiana" dalla Costituzione slovena e croata nei territori in cui vivono popolazioni di dialetto istriano.
È diffuso nelle comunità di emigrazione italiana, è ampiamente noto anche per ragioni pratiche in diverse aree geografiche ed è una delle lingue straniere più studiate nel mondo.
Dal punto di vista storico, l'italiano è una lingua codificata tra Quattrocento e Cinquecento sulla base del fiorentino letterario usato nel Trecento.
Dal latino volgare ai volgari italiani
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Latino volgare. Già in epoca classica esisteva un uso "volgare" del latino, pervenutoci attraverso testi non letterari, graffiti, iscrizioni non ufficiali o testi letterari attenti a riprodurre la lingua parlata, come accade spesso nella commedia. Accanto a questo, esisteva un latino "letterario", adottato dagli scrittori classici e legato alla lingua scritta, ma anche alla lingua parlata dai ceti socialmente più rilevanti e più colti.
Con la caduta dell'Impero romano e la formazione dei regni romano-barbarici, si verificò una sclerotizzazione del latino scritto (che diventò lingua amministrativa e scolastica), mentre il latino parlato si fuse sempre più intimamente con i dialetti dei popoli latinizzati, dando vita alle lingue neolatine, tra cui l'italiano.
Gli storici della lingua italiana etichettano le parlate che si svilupparono in questo modo in Italia durante il Medioevo come "volgari italiani", al plurale, e non ancora come "lingua italiana". Le testimonianze disponibili mostrano infatti marcate differenze tra le parlate delle diverse zone, mentre mancava un comune modello volgare di riferimento.[senza fonte]
Il primo documento tradizionalmente riconosciuto di uso di un volgare italiano è un placito notarile, conservato nell'abbazia di Montecassino, proveniente dal Principato di Capua e risalente al 960: è il Placito cassinese (detto anche Placito di Capua o "Placito capuano"), che in sostanza è una testimonianza giurata di un abitante circa una lite sui confini di proprietà tra il monastero benedettino di Capua afferente ai Benedettini dell'abbazia di Montecassino e un piccolo feudo vicino, il quale aveva ingiustamente occupato una parte del territorio dell'abbazia: «Sao ko kelle terre per kelle fini que ki contene trenta anni le possette parte Sancti Benedicti.» ("So [dichiaro] che quelle terre nei confini qui contenuti (qui riportati) per trent'anni sono state possedute dall'ordine benedettino"). È soltanto una frase, che tuttavia per svariati motivi può essere considerata ormai "volgare" e non più schiettamente latina: i casi (salvo il genitivo Sancti Benedicti, che riprende la dizione del latino ecclesiastico) sono scomparsi, sono presenti la congiunzione ko ("che") e il dimostrativo kelle ("quelle"), morfologicamente il verbo sao (dal latino sapio) è prossimo alla forma italiana, ecc. Questo documento è seguito a brevissima distanza da altri placiti provenienti dalla stessa area geografico-linguistica, come il Placito di Sessa Aurunca e il Placito di Teano.[senza fonte]
Sistema di scrittura
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Alfabeto italiano e Ortografia italiana. La lingua italiana usa l'alfabeto italiano costituito da 21 lettere; al quale si aggiungono 5 lettere, tradizionalmente definite straniere, 'j' 'k', 'w', 'x', 'y', con cui forma l'alfabeto latino. X e J erano lettere utilizzate nell'italiano antico soprattutto nei toponimi (Jesi, Jesolo) e in alcuni cognomi come Lo Jacono e Bixio, o come varianti grafiche di scrittura (ad es. in Pirandello gioja invece di gioia). Esistono accenti grafici sulle vocali: in particolare quello acuto (´) solo sulla e e raramente sulla o (una grafia ricercata li esigerebbe anche su i e u dal momento che sono sempre "vocali chiuse") e quello grave (`) su tutte le altre. Il circonflesso (^) serve per indicare la contrazione di due vocali, in particolare due /i/. Si è soliti indicarlo soprattutto nei (pochi) casi in cui vi possa essere ambiguità di tipo omografico. Per esempio la parola "geni" può riferirsi sia a delle menti brillanti (al singolare: "genio") sia ai nostri caratteri ereditari (al singolare: "gene"). Scritta "genî" non può che riferirsi al primo significato.
L'accento grafico è obbligatorio sulle parole tronche (o ossitone o meglio ancora "ultimali"), che hanno cioè l'accento sull'ultima sillaba e finiscono per vocale. Altrove l'accento grafico è facoltativo, ma utile per distinguere parole altrimenti omografe (àncora - ancóra).
Paesi in cui l'italiano è lingua ufficiale
L'italiano è lingua ufficiale in Italia (benché alcuni territori siano ufficialmente bilingui), nella Città del Vaticano (sebbene la lingua nominalmente ufficiale della Santa Sede sia invece il latino), a San Marino, nel sud della Svizzera (Canton Ticino e frange meridionali dei Grigioni), nella fascia litoranea della Slovenia (accanto allo sloveno) e nella regione istriana della Croazia (accanto al croato). È inoltre la lingua ufficiale dell'Ordine di Malta nonché una delle 4 lingue ufficiali della Confederazione elvetica e una delle 24 lingue ufficiali dell'Unione europea.
In passato, l'italiano è stato lingua ufficiale (o coufficiale), per periodi diversi, anche in altre aree geografiche: in Corsica fino al 1859, nelle Isole Ionie fino al 1864, a Nizza fino al 1870, nel Principato di Monaco fino al 1919, a Malta fino al 1934. Durante la seconda guerra mondiale fu per breve tempo lingua ufficiale di territori annessi come le province di Lubiana, Spalato e Cattaro; nel corso dello stesso conflitto, o immediatamente dopo, perse inoltre lo stato di ufficialità nei territori sloveni del Goriziano e del Carso, nell'isola di Cherso e nelle allora province di Fiume e Zara (Croazia), in Albania, nel Dodecaneso, nonché in Libia, Etiopia ed Eritrea. Rimase invece lingua ufficiale in Somalia fino al 1963.

Italia
La Costituzione della Repubblica Italiana non indica l'italiano come lingua ufficiale. Tuttavia, in Italia l'italiano è considerato lingua ufficiale in quanto lo Statuto di Autonomia della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige (DPR n. 670 del 31 agosto 1972), che ha valore di legge costituzionale, dichiara all'art. 99 che «[...] quella italiana [...] è la lingua ufficiale dello Stato». Inoltre la legge ordinaria n. 482 del 15 dicembre 1999 "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche" stabilisce all'art. 1 che "la lingua ufficiale della Repubblica è l'italiano".
Una proposta di legge costituzionale approvata dalla Camera il 28 marzo 2007 prevedeva la modifica dell'art. 12 della Costituzione in «L'italiano è la lingua ufficiale della Repubblica nel rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali»: la proposta però non è stata approvata dal Senato e l'art. 12 nella forma in vigore al 31 dicembre 2012 non contiene indicazioni sulla lingua ufficiale.
Secondo uno studio statistico dell'ISTAT pubblicato nel 2017, il 90,4% della popolazione è di lingua madre italiana:
| Regione | Madrelingua italiani (maggiori di 6 anni d'età) | Percentuale |
| Puglia | 3 746 000 | 96,9% |
| Sardegna | 1 527 000 | 96,6% |
| Campania | 5 295 000 | 96,0% |
| Basilicata | 526 000 | 96,0% |
| Sicilia | 4 590 000 | 95,8% |
| Calabria | 1 757 000 | 94,2% |
| Molise | 270 000 | 93,5% |
| Abruzzo | 1 160 000 | 92,2% |
| Liguria | 1 365 000 | 91,1% |
| Valle d'Aosta | 109 000 | 90,4% |
| Marche | 1 311 000 | 89,7% |
| Piemonte | 3 719 000 | 89,4% |
| Toscana | 3 127 000 | 89,2% |
| Umbria | 750 000 | 88,9% |
| Veneto | 4 083 000 | 88,4% |
| Lazio | 4 944 000 | 88,2% |
| Friuli-Venezia Giulia | 1 014 000 | 87,8% |
| Lombardia | 8 235 000 | 87,7% |
| Emilia-Romagna | 3 625 000 | 86,6% |
| Trentino-Alto Adige | 560 000 | 57,1% |
| Totale | 51 790 000 | 90,4% |
